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13/02/2019 - Quanto costa intestare una casa al figlio

Quanto costa intestare una casa al figlio? Se si decide di acquistare un immobile e intestarlo al proprio figlio, è possibile godere di alcuni vantaggi fiscali che vanno a incidere sulla spesa da effettuare. Vediamo quali.

Intestare casa al figlio, costi

All’atto del rogito, si può scontare l’Iva al 4% anziché al 10% (se si compra dal costruttore) o l’imposta di registro al 2% anziché al 9% (se si compra da privato); le imposte catastali e ipotecarie sono in misura fissa (50 euro ciascuna se si compra da privato, 200 euro ciascuna se si compra dalla ditta); è possibile ottenere le detrazioni fiscali sugli interessi passivi del mutuo.

Si può quindi beneficiare del bonus prima casa, ma il figlio non deve avere, nello stesso Comune, altre abitazioni intestate e/o già acquistate con la stessa agevolazione fiscale. Dovrà inoltre essere residente nel Comune ove si trova la casa a lui intestata.

E’ necessario ricordare che se si intesta la casa a un figlio e questi non vi va a vivere, si deve pagare l’Imu e la Tasi come se fosse la seconda casa. L’esenzione, infatti, spetta solo sull’abitazione principale, ossia quella ove si è residente e si dimora abitualmente.

Nel momento in cui si decide di intestare una casa al figlio bisogna poi considerare un ulteriore vantaggio: l’immobile non può essere pignorato dall’agente della riscossione in caso di cartelle esattoriali non pagate dall’acquirente. E se il genitore è titolare solo di un immobile, quello di residenza, non divenendo titolare di una seconda casa rende impignorabile anche la prima. Questo perché la legge sulla riscossione vieta il pignoramento immobiliare quando il contribuente moroso è intestatario di un solo immobile di residenza, adibito a civile abitazione, non di lusso (A/1, A/8 o A/9).

Per comprare casa e intestarla al figlio bisogna fare una donazione indiretta: il genitore paga direttamente il venditore oppure accredita i soldi sul conto del figlio e da questo fa partire un bonifico in favore del venditore.

Intestare casa al figlio con usufrutto

Secondo quanto previsto dalla legge, i genitori sono titolari dell’usufrutto legale sui beni del figlio minore fino alla sua maggiore età o all’emancipazione. Il diritto di usufrutto spetta su tutti i beni (mobili e immobili) del figlio minore ad eccezione di quelli acquistati dal figlio con i proventi del proprio lavoro; lasciati o donati al figlio per intraprendere una carriera, un’arte o una professione; lasciati o donati con la condizione che i genitori esercenti la potestà o uno di essi non ne abbiano l’usufrutto (la condizione però non ha effetto per i beni spettanti al figlio a titolo di legittima); pervenuti al figlio per eredità, legato o donazione e accettati nell’interesse del figlio contro la volontà dei genitori esercenti la potestà.

I genitori utilizzano la casa del figlio come se fossero i proprietari e con la diligenza del buon padre di famiglia; non possono però mutarne la destinazione economica. I genitori inoltre non possono vendere, ipotecare o dare in pegno i beni di proprietà del figlio.

Quando il figlio diventa maggiorenne i genitori perdono l’usufrutto legale. In tal caso, l’intestatario del bene potrebbe sfrattarli. Per evitare un problema di questo tipo, il padre o la madre che acquista la casa per conto del figlio può effettuare una donazione con riserva di usufrutto.