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13/03/2019 - Costruire una piscina: permessi necessari e sanzioni per gli abusivi

Costruire una piscina, quali permessi servono e quali sanzioni possono scattare in loro mancanza? Lo chiarisce una sentenza della Cassazione.

Serve il permesso a costruire anche per una piscina

Secondo la sentenza 1913/2019 della Cassazione, la costruzione di una piscina, anche se interrata, implica la creazione di nuova volumetria, risultando nuova costruzione. Quindi, richiede il permesso a costruire. Se poi la sua realizzazione dovrà riguardare una zona sottoposta a vincolo ambientale, andrà chiesta anche l’autorizzazione paesaggistica.

Le sanzioni per chi costruisce senza permesso

La sanzione per chi procede senza i permessi necessari consiste, oltre che nelle misure previste, anche nel ripristino del luogo di costruzione così com’era prima dell’intervento. In particolare, il reato di abuso edilizio prevede una sanzione sia penale, che può arrivare all’arresto, che amministrativa, che può andare da 5.164 a 51.645 euro di multa per il procedimento senza permesso a costruire.

Inoltre, il responsabile dell’abuso dovrà ripristinare lo stato originario del luogo entro 90 giorni, durante i quali dovrà eliminare l’intervento illegale o demolire la costruzione. Che, in caso di mancata applicazione della sanzione, diventa di proprietà del Comune entro un’area che non superi le dieci volte la superficie costruita abusivamente.

Possibile sanatoria per l'opera abusiva

E’ possibile una sanatoria dell’opera se questa rientra in alcuni limiti e parametri di compatibilità paesaggistica accertata dall’autorità amministrativa; in tal caso si può evitare la demolizione ma si paga comunque una sanzione non inferiore ai 516 euro.

Tuttavia, dato che tra le condizioni per una sanatoria c’è quella che l’opera non crei nuova volumetria rispetto a quella esistente, una piscina non può rientrare in questo caso, dato che la giurisprudenza afferma che in effetti con essa si crei nuova volumetria.