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09/08/2017 - condominio - barriere architettoniche

Con questa sentenza la Suprema corte applica il nuovissimo principio di “solidarietà condominiale” che, a sua volta, si collega con i principi costituzionali dell’articolo 2 e 32 della Costituzione.
La Suprema Corte con questa sentenza stabilisce, in materia di rimozione delle barriere architettoniche, che la normativa “non si è limitata ad innalzare il livello di tutela in favore di soggetti disabili, ma come la stessa Corte ha già affermato co sentenza nr. 18334/2012, ha segnato un radicale mutamento di prospettiva rispetto al modo stesso di affrontare i problemi delle persone affette da invalidità, tali da dovere essere assunti dall’intera collettività, [ ….] le disposizioni in materia di eliminazione delle barriere architettoniche costituiscono norme imperative ed inderogabili, direttamente attuative degli articoli 32 e 42 della Costituzione” e “la coesistenza di più appartamenti in un unico edificio implica di per sè il contemperamento di vari interessi al fine dell’ordinato svolgersi di quella convivenza che è propria dei rapporti condominiali, e ciò a maggior ragione laddove vengano in rilievo diritti fondamentali di persone disabili e comunque anziane”.
Pertanto secondo la Suprema Corte le norme richiamate, in quanto portatrici di interessi costituzionali superiori a tutela delle persone anziane o disabili superano il disposto del regolamento di condominio, anche qualora lo stesso risulti di natura contrattuale.